Il Messaggero
Venerdì 3 Gennaio 2003

Oltre ottocento i controlli. In Liguria il maggior numero delle contestazioni. A Livorno veniva praticata l’ozonoterapia nonostante il divieto
I Nas nei centri estetici: uno su 8 non è in regola
Ispezioni dei carabinieri, due istituti chiusi. Rischi per le pratiche mediche abusive

di MARIO COFFARO

ROMA - Mai autorizzata l’ossigeno-ozono terapia negli istituti di bellezza. Lo ha ribadito il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, inviando agli assessorati regionali alla Sanità e ai carabinieri del Nas una circolare che riserva questo trattamento a strutture ospedaliere pubbliche o private accreditate. Lo scorso novembre, nel napoletano, una donna è morta dopo essersi sottoposta a questa terapia contro la cellulite. Così gli esperti del Consiglio Superiore della Sanità hanno concluso che l'unica indicazione terapeutica nella quale si può utilizzare l'ossigeno-ozonoterapia, sperimentalmente e con modalità individuate dal CSS, è l'ernia discale lombare con iniezione intradiscale. Un giudizio che dovrebbe mettere fine ai tentativi abusivi di utilizzare impropriamente la cura. E in Italia, secondo Franco Cuccurullo, componente del CSS, si effettuano circa 20.000 trattamenti di ozonoterapia al giorno, che si spera non abbiano nulla a che vedere con la bellezza.
Di conseguenza il comandante del Nas, generale Gennaro Niglio, ha ordinato ispezioni nei centri estetici, riscontrando irregolarità in un istituto su otto. Meno di quanti si temesse, tra cui alcuni casi di “esercizio abusivo della professione medica" e soprattutto “mancanza di autorizzazioni amministrative". «Pensavamo che esistesse una situazione ben peggiore - spiega il colonnello Enzo Piroddi, vicecomandante del Nas - evidentemente le associazioni di categoria si sono date molto da fare e i correttivi sono stati apportati. Anche per i farmaci, mentre prima era evidente un abuso di medicinali, dal controllo sono emerse 24 infrazioni. Nel complesso possiamo dire che abbiamo trovato condizioni sufficientemente rispettose della salute dei cittadini».
Le ispezioni in tutta Italia hanno però portato alla chiusura di due centri estetici e alla denuncia di 120 persone, su 817 controlli. La maggiore incidenza di contestazioni in Liguria: 20 su 67 controlli. In Sicilia, dove più numerosi sono gli istituti di bellezza controllati (102), sono state contestate 14 irregolarità penali o amministrative. Mentre su un ugual numero di controlli soltanto 3 le contestazioni nel Lazio. In un centro in provincia di Imperia erano usati elettrostimolatori senza personale specializzato; in un istituto di Livorno veniva praticata abusivamente l'ozonoterapia; in una struttura di Cagliari, «avvalendosi di un medico compiacente», dicono i carabinieri, veniva usato un laser per la depilazione.
Plaude all’azione di controllo dei carabinieri Franca Cesaretti, presidente della Confartigianato-estetiste, che invita i militari «a visitare anche tanti pseudo centri estetici che fioriscono come le rose in Italia, come i solarium e altri luoghi dove si utilizzano macchinari che potrebbero comunque essere dannosi se usati male da persone non competenti».